Nuovo servizio supporto per PPWR: Heavy Metals Testing, Total Fluorine e PFAS Testing
Il packaging è sempre più sotto osservazione. Materiali, inchiostri, adesivi, rivestimenti e trattamenti superficiali devono rispondere a richieste normative più stringenti, ma anche a controlli più attenti da parte di clienti, retailer e filiere internazionali.
Per questo nasce il nuovo servizio di supporto per PPWR dedicato a Heavy Metals Testing secondo CEN Report CR 13695-1:2000, con analisi a corredo per Total Fluorine Testing e PFAS Testing.
Il servizio è pensato per chi deve qualificare imballaggi, componenti e materiali lungo la catena di fornitura, con un approccio pratico: raccolta delle informazioni tecniche, definizione del piano analitico, prove di laboratorio e lettura dei risultati in ottica di conformità documentale.

Che cos’è il nuovo servizio
Il servizio supporta le aziende nella verifica di sostanze critiche nei materiali da imballaggio, con un focus specifico sui requisiti collegati al quadro PPWR e agli strumenti tecnici usati per dimostrare la conformità.
Il primo pilastro è l’Heavy Metals Testing secondo il CEN Report CR 13695-1:2000, documento tecnico usato come riferimento per misurare e verificare la presenza dei quattro metalli pesanti tradizionalmente considerati nelle normative europee sugli imballaggi:
piombo
cadmio
mercurio
cromo esavalente
A questo si affiancano due controlli molto richiesti dal mercato:
Total Fluorine Testing, utile come screening per individuare la possibile presenza di sostanze fluorurate
PFAS Testing, mirato alla ricerca di composti perfluoroalchilici e polifluoroalchilici selezionati
Il risultato non è solo un referto analitico. Il valore del servizio sta nella combinazione tra prova, interpretazione tecnica e supporto alla documentazione.
A chi serve davvero
Questo servizio è utile a produttori, importatori, converter, brand owner e aziende che acquistano packaging da fornitori diversi. È particolarmente indicato quando il materiale è complesso o multilayer, oppure quando contiene rivestimenti, coloranti, trattamenti barriera o additivi funzionali.
I casi più frequenti includono:
packaging in carta e cartone con coating o stampa
film plastici e laminati
imballaggi flessibili
vassoi, sleeve, etichette e componenti accessori
materiali destinati a filiere con capitolati restrittivi
articoli importati da Paesi extra UE
In molte situazioni, la domanda non è solo “il campione passa il test?”. La domanda più utile è: abbiamo dati sufficienti per sostenere una valutazione tecnica credibile?
Come si comporta sulle verifiche dei metalli pesanti
Il cuore del servizio è il supporto al PPWR tramite CEN Report CR 13695-1:2000 per la verifica dei metalli pesanti nei materiali da imballaggio.
La prova consente di gestire in modo ordinato un tema che spesso crea dubbi pratici. Il materiale deve essere campionato correttamente. I componenti devono essere identificati. Le finiture e gli strati funzionali non vanno trascurati, perché possono contribuire in modo diverso al profilo chimico del prodotto.
Il servizio lavora su tre livelli:
Fase | Che cosa viene fatto | Perché conta |
Analisi del campione | Identificazione del materiale e delle parti da testare | Evita prove generiche poco rappresentative |
Test sui metalli pesanti | Verifica analitica dei metalli rilevanti | Fornisce dati misurabili e tracciabili |
Lettura tecnica | Valutazione dei risultati rispetto al contesto d’uso | Aiuta a costruire un fascicolo più solido |
Il punto forte è la concretezza. Il test non viene trattato come una formalità, ma come parte di una valutazione più ampia su materia prima, processo e destinazione d’uso.

Perché aggiungere Total Fluorine Testing
Il Total Fluorine Testing è un controllo di screening. Non identifica da solo i singoli PFAS, ma può indicare la presenza complessiva di fluoro nel campione.
Questo è utile quando si lavora con materiali trattati per resistenza a grassi, acqua o macchie. Alcuni packaging alimentari, cartoni rivestiti, carte antiunto e materiali barriera possono richiedere un controllo preliminare prima di passare a una ricerca PFAS più mirata.
Il vantaggio è pratico: permette di decidere se servono ulteriori analisi, evitando di partire subito con pannelli complessi quando il rischio è basso o poco definito.
Il limite va detto con chiarezza. Il fluoro totale non equivale automaticamente a PFAS. Un risultato positivo richiede una valutazione tecnica del materiale e, se necessario, test specifici.
Quando ha senso il PFAS Testing
Il PFAS Testing entra in gioco quando serve una ricerca più mirata. È indicato per materiali che hanno proprietà barriera, trattamenti oleorepellenti o una storia di fornitura non completamente documentata.
Rispetto al Total Fluorine Testing, il PFAS Testing cerca composti specifici. Questo lo rende più informativo, ma anche più dipendente dal pannello analitico scelto. Non tutti i metodi cercano le stesse sostanze, e non tutti i limiti di quantificazione sono adatti a ogni esigenza.
Per questo il servizio non propone un unico pacchetto valido per ogni caso. La scelta del pannello viene costruita partendo da:
tipo di materiale
uso previsto dell’imballaggio
presenza di rivestimenti o trattamenti
richieste del cliente finale
documentazione già disponibile
mercato di destinazione
Questa impostazione riduce il rischio di fare analisi costose ma poco utili.

Punti di forza del servizio
Il servizio funziona bene perché parte da problemi reali, non da una lista standard di prove. Ogni materiale può avere una storia diversa. Un cartone stampato non presenta gli stessi rischi di un film barriera, e un’etichetta non va trattata come un contenitore primario.
I principali punti di forza sono:
Approccio modulare È possibile partire dai metalli pesanti e aggiungere Total Fluorine o PFAS solo quando serve.
Supporto documentale I risultati vengono letti in modo utile per fascicoli tecnici, richieste cliente e controlli di filiera.
Maggiore chiarezza sui materiali complessi Il servizio aiuta a capire quali parti del packaging meritano attenzione specifica.
Riduzione delle prove non necessarie Lo screening sul fluoro totale può aiutare a impostare meglio eventuali analisi PFAS successive.
Copertura nazionale Il servizio è disponibile per aziende su tutto il territorio nazionale, con gestione dei campioni e supporto a distanza.
Limiti da conoscere prima di partire
Un buon servizio di testing deve essere chiaro anche sui propri limiti.
Il primo limite riguarda la rappresentatività del campione. Un referto descrive ciò che è stato analizzato. Se il campione non rappresenta bene la produzione reale, il dato perde forza.
Il secondo riguarda la documentazione di fornitura. Le analisi aiutano molto, ma non sostituiscono schede tecniche complete, dichiarazioni dei fornitori e tracciabilità dei materiali.
Il terzo riguarda i PFAS. Nessun test “universale” copre ogni composto possibile. Serve scegliere il pannello in base al rischio e all’obiettivo della verifica.
Questo non riduce il valore del servizio. Al contrario, rende più seria la valutazione. Un risultato analitico è utile quando viene interpretato nel modo corretto.
Il verdetto
Il nuovo servizio di supporto per PPWR è una soluzione solida per chi vuole affrontare il tema della conformità degli imballaggi con dati analitici e un percorso tecnico chiaro.
Il punto più convincente è l’unione tra Heavy Metals Testing, Total Fluorine Testing e PFAS Testing. I tre controlli coprono aree diverse, ma spesso collegate nella valutazione moderna del packaging: metalli pesanti, sostanze fluorurate e trattamenti funzionali.
Non è un servizio da usare in modo automatico su ogni articolo. Dà il meglio quando viene costruito sul materiale reale, sul rischio chimico e sulle richieste del mercato di destinazione.

Per aziende che devono prepararsi al PPWR, qualificare materiali o rispondere a richieste di clienti e retailer, il servizio offre un percorso concreto: scegliere i test giusti, leggere i risultati e trasformarli in documentazione utile. Il passo successivo è semplice: partire da un campione rappresentativo e da una descrizione chiara del materiale.
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